Come già detto in occasione del >>> look Aquatique <<< realizzato per partecipare al Summer Make Up Contest con gli Smoky Eye Effect di Max Factor ho un rapporto di amore-odio.
A vederli sembrano dei pastelloni a cera di quando ero piccola. Bellissimi, perché danno proprio l’idea di qualcosa di estremamente semplice da usare, anche per chi non si destreggia bene con matite e pennelli ed è alle prime armi. Un punto a favore.
Le due estremità del “pastello”, d’ora in poi lo chiamerò così, sono di colore diverso ed hanno anche forma diversa. A cupola arrotondata per lo Step 1 e con punta a goccia lo Step 2. Mi piace molto come sono stati abbinati i colori nelle varie combinazioni (solitamente Step 1 è una tonalità chiara, Step 2 una tonalità più intensa e scura, da smoky eye, appunto). Un altro punto a favore.
Swatchati sul braccio o sulla mano i colori sono morbidi, luminosi (nessuno di loro è opaco, tutti hanno degli shimmer e un finish satinato o frosted) e vellutati al tatto. Punto a favore.
Fin qui tutto bene. Il giorno dopo averli ricevuti ne metto uno immediatamente alla prova. Rajan Tolomei nella sua sessione di trucco, durante la presentazione, non aveva utilizzato nessuna base occhi per preparare la palpebra della mia amica Michela a ricevere gli Smoky Eye Effect, ma conoscendo le mie palpebre mangiaombretto ho voluto avvalermi della Primer Potion di Urban Decay.
Sempre seguendo le indicazioni di Rajan ho passato il pastello Step 1 sulla palpebra mobile e ho sfumato il tratto con il polpastrello, dopodiché con l’estremità Step 2 (punta a goccia che consente una maggiore precisione ed un tratto più sottile) ho delineato la “v” esterna dell’occhio, proprio come mostrato in questo video straniero (ma le immagini parlano da sole!):
Quindi il primo test è stato: primer occhi e poi Smoky Eye Effect sfumato con le dita. Dopo un’ora e mezza, nonostante la Primer Potion, la palpebra si era mangiata il colore in antiestetici rivoletti. Un punto a sfavore.
Non paga, ho ripetuto la procedura, stavolta omettendo la base occhi. Questo perché alcune ragazze del gruppo Trucco & Parrucco su Friendfeed avevano tessuto le lodi di Smoky Eye Effect proprio per la sua facilità di utilizzo, resa e durata applicandolo senza alcuna base o primer. Io c’ho provato. Niente primer. Step 1 e Step 2. Lavorando leggermente con la punta delle dita. In mezz’ora il colore era un ammasso informe, sbiadito ed indefinito. Ulteriore punto a sfavore, ma la sfida era ancora aperta.
Forse con i pennelli il terzo tentativo avrebbe sortito un effetto diverso, chissà. Provo ad applicarlo e sfumarlo con dei pennelli, sia con base che senza (e siamo ad un totale di 4 test, in condizioni sempre diverse) ottengo un nulla di fatto. Due punti a sfavore.
Inizio a demoralizzarmi, ma i colori sono così belli e ancora leggo di diverse ragazze che ne sono entusiaste… Possibile che solo io non riesca a tirare fuori un look che duri più di un paio d’ore?
Riprovo, ancora ed ancora, sostituendo al primer un po’ di cipria trasparente, cercando di dosare il tratto dei due step (“magari ne metto troppo/troppo poco” mi son detta…).
Faccio fare a tutti questi pastelli delle vere e proprie olimpiadi di make up, mettendoli tutti alla prova nelle condizioni più diverse e avverse. Usando uno step solo alla volta, oppure, ancora intestardendomi, usando Step 1 di una combinazione abbinato però allo Step 2 di un altro pastello (“magari dipende dai singoli colori che hanno resa diversa l’uno dall’altro”), cambiando il tipo di primer occhi (NYX, e.l.f., Benefit, MAC…). Ho cercato, insomma, tutte le attenuanti possibili ed immaginabili pur di trovare per me un utilizzo dignitoso di questi pastelli Smoky Eye Effect, che, tra l’altro sono veramente, sulla carta, degli ottimi ombretti.
Dopo svariati tentativi, uno splendido tutorial di Lisa Eldridge (che ora non riesco a trovare e che impiegava con ottimo risultato i pastelli) mi rassegno: Smoky Eye Effect non va d’accordo con i miei occhi, ma il lieto fine c’è…
Nel mio caso li ho utilizzati volentieri come base, applicandoci sopra degli ombretti in polvere o in cialda. Mi spiace coprirli con altri prodotti, ma dopo settimane di prove con/senza base occhi, pennelli, dita, variazioni sul tema sono giunta alla conclusione che hanno un senso, per me, quando li sfrutto per intensificare un ombretto o dargli un po’ di luminosità. In particolare lo Step 1 del pastello “Bronze Haze 2″ e del pastello “Onyx Smoke 1″ possono funzionare anche come illuminanti da picchiettare leggermente sopra gli zigomi.
Alla fine, a furia di prove e controprove, mi ci sono affezionata a questi pastelli e ho trovato per loro una personale ragione d’essere… nel mio beauty case. Li consiglio? Oggettivamente non so cosa rispondere, perché da quel che ho letto di altre persone (che si sono trovate benissimo e ne hanno acquistati diversi, € 13,99 circa/cadauno) e dalla mia esperienza (un mese di tentativi tristemente falliti) ne esce un prodotto da amare o odiare. Io con loro ho trovato il compromesso di utilizzarli sotto ombretti tradizionali in polvere o in cialda, ma ricordo benissimo la maestria di Rajan Tolomei cosa era riuscita ad ottenere su Michela con gli Smoky Eye Effect. Sospiro sconsolata e continuo ad amarli e odiarli.






Uhm…mi hai incuriosita.
Cioé, pur trovandoli belli non mi azzardo a fare Smokey per un semplice problema: gli occhiali.
Che poi problema non é, dato che mi occorrono per vedere.
Però vedo colori che potrebbero starci…magari ci faccio un pensierino!
Grazie per i consigli