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Superbike Rientro da una settimana a stretto contatto con il mondo della superbike e mi sento strana. Riempita e al tempo stesso svuotata.

 

Mercoledì. La cena organizzata dal Ducati Owners Club di Borgo Panigale è andata benissimo. Mary ed io abbiamo fatto un’entrata nella sala del ristorante che i veri personaggi di spicco sembravamo noi: baci, abbracci, presentazioni, flash, sorrisi. I venti minuti di ritardo hanno giocato a nostro favore trasformandoci in ospiti esclusive, attese, riverite e ammirate.

 

Forse, al loro tavolo i tre piloti Lanzi, Laconi e Toseland si saranno chiesti chi fossero queste due sbarbine che gli rubavano per qualche attimo la scena. Inversione di ruoli. Tutto è relativo, anche la celebrità. Un altro glorioso nome della superbike, Giancarlo Falappa mi ha dedicato attenzioni e una chiacchierata che nessuna top model o giornalista di motociclismo avrebbe l’ardire di sognare. Starei ore ad ascoltare i suoi racconti, finirà che mi proporrò per scrivere una sua biografia, l’ho già messo in guardia.

 

Con il cuore a mille ho allungato poi il cappellino al mio idolo Regis Laconi. Un autografo, chiesto solo a lui. Chissà se si è accorto che a Lanzi e Toseland non l’ho chiesto. Chissà se si ricorda di quando l’ho visto in Clinica Mobile a Misano. No, sicuramente non se lo ricorda. Io sì. “Non importa” penso mentre mi restituisce il cimelio autografato. Torno al nostro tavolo e il cuore riprende il suo battito regolare tra chiacchiere di motoclub.

La foto di gruppo: io alla sinistra di Regis nervosa, felice, onorata. Toccata dalla grazia dell’aura che circonda ogni pilota. Arrivo a casa galvanizzata. Il pensiero va al week end. Penultima giornata di gara: Imola.

 

Sabato. Sono nella caverna di Alì Babà, con un pass vip per il paddock al collo. Gli occhi lucidi mentre i piloti dondolano eleganti, piegando alla variante prima del traguardo. Dal seggiolino delle tribune incito Regis come se fossimo amici di vecchia data (in fondo due sere prima eravamo fianco a fianco per una foto ricordo). Non credo mi abbia sentita, ma la pole l’ha conquistata e il giro più veloce è il suo.

Dopo la superpole ci riavviamo al paddock per le interviste e il leone di Jesi mi affianca mi schiocca un bacio e mi rapisce. Eccomi sul sellino posteriore di uno scooter guidato da una leggenda della Superbike anni ’90. Falappa mi prende per mano, mi presenta ai team manager, viene fermato dai fan per firmare autografi e scattare foto. Io sono con lui, lo osservo e sorrido beata. In fondo questo è la sua vita, il suo nutrimento, la sua forza. E’ bello vedere che tante persone lo stimano e lo ricordano. “Vieni chicca!” La grande mano di Giancarlo prende la mia ed insieme entriamo nel box Ducati.

Sono nel tempio.

Davanti a me riposa il 999 di Laconi e sulla mia destra Toseland confabula con i meccanici che lo accerchiano inginocchiati e attenti.

Le camice del team ufficiale Ducati Corse si muovono frenetiche nel box, i monitor riportano tempi, l’intervista in diretta a Laconi al Superbike Ring, grafici ed altri schemi che non comprendo. Ci affacciamo in pit e al muretto; il colpo d’occhio sui box è meraviglioso. Colori diversi, moto, rumori, meccanici…Sembra un alveare, con tante regine: le superbike.

 

In pit ringrazio Giancarlo per il regalo che mi ha appena fatto, lui è quasi incredulo, i box sono casa sua. Nella sua straordinarietà si fa umile. Per lui si è trattato solo di farmi entrare nel box di Ducati, per me è un sogno che non credevo possibile, soprattutto riandando col pensiero al week end di Imola dell’anno scorso, nel quale lo stesso Giancarlo Falappa faceva da speaker, mentre io vivevo l’emozione della mia prima gara dal vivo come semplice spettatrice dalle tribune e in paddock.

 

Domenica.Arriviamo in autodromo giusto in tempo per la pit walk. A Misano era stato uno dei momenti più emozionanti del week end di gara, lo scorso maggio. Questa volta la pit lane è affollata, caotica ci sono pochi piloti e i gadget vengono lanciati come cibo ad animali in gabbia. Non c’è dignità del tifoso. La folla che spinge davanti ai box ha qualcosa di animalesco, pare grugnisca. Riesco a prendere qualche autografo a cui tenevo, scattiamo qualche foto e poi rientriamo in paddock un po’ nauseati.

 

Le gare sono favolose, hanno una magia che può essere colta solo dalla collinetta della Rivazza e dalle tribune. Regis le vincerà entrambe con mia grande gioia. Il suo autografo è in bella mostra sul frontino del mio cappellino.

Dopo gara 2 salutiamo gli amici e siamo di nuovo in paddock per assistere alle interviste. Laconi visibilmente soddisfatto fa battute in italiano, Toseland è stanco, sulle ginocchia ha un bimbo. Nel suo sguardo sperso sulla piccola folla ho scorto fastidio. Voleva vincere, ora è secondo in classifica.
L’ho avvicinato pochi minuti dopo per chiedergli una foto, una goccia di sudore gli riga la guancia. Indossa ancora la tuta. Firma autografi senza sosta, si volta verso gli obiettivi e mostra un sorriso statico, congelato. In inglese mi offro di reggergli il casco che tiene ancora sottobraccio ma lui mi dice che non serve, gli sorrido e gli suggerisco che tanto c’è abituato. Mi restituisce uno sguardo perso, quasi drogato di stanchezza e un sorriso esausto. Ora l’animale allo zoo è lui. Costretto a farsi torturare dai visitatori davanti alla gabbia/hospitality per compiacere i padroni.

 

In auto ripercorro i ricordi di questa settimana. Penso a cosa staranno facendo Regis, James, Giancarlo. Io sono in macchina e torno a casa, alla mia vita, alla mia famiglia, alla mia moto. Loro saranno ancora lì a sorridere ai fotografi, ripensare alla classifica, alla moto, alla prossima gara, agli sponsor…

 

Eventi come questi un po’ mi illudono. Rendono i miei eroi avvicinabili e umani riempiendomi di emozioni e al tempo stesso gettano delle ombre sullo sfavillante mondo in cui vivono, svuotandomi. Lasciandomi un senso di vaga tristezza.

Così mi sento strana. Attratta, ammaliata e allo stesso tempo scettica e disincantata. Mi piace l’adrenalina delle gare, mi piacciono i piloti, l’agonismo, adoro le moto, il paddock, i tendoni colorati delle varie hospitality, ma come al luna park so che dietro al divertimento, alle luci, alla musica c’è un altro mondo. E per stanotte sono contenta di essere solo una motociclista qualsiasi (seppur fortunatissima) tra i 72.000 appassionati che ieri erano a Imola.

Quest’anno come l’anno scorso il mio ringraziamento va a L. & P.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

16 Comments

  1. julescyb
    Posted 27 Sep ’04 at 17:01 | Permalink

    Ho comprato la moto Moriniiiiiiii
    l’ho comprata soltanto per teeeee
    ma da quando non fai più pinii
    la moto Morini la tengo per meeeee

  2. Posted 27 Sep ’04 at 16:33 | Permalink

    Però…. mica è da tutti passare tre weekend di fila in autodromo!!! ;o)
    Lo

  3. julescyb
    Posted 27 Sep ’04 at 17:34 | Permalink

    oops, volevo scrivere p[censura]iniii
    ma s’e` capito lo stesso spero…

  4. Posted 27 Sep ’04 at 16:54 | Permalink

    No, sono proprio malata di motociclismo acuto! Baxxx MJ

  5. Posted 27 Sep ’04 at 17:41 | Permalink

    S’è capito, jules…Grazie conosco questa canzoncina ;) Bax

    MJ

  6. Skritch
    Posted 27 Sep ’04 at 21:09 | Permalink

    già già… ammaliata e svuotata. NOn so cosa darei per stare vin quel mondo… eppure la mia vita non la cambierei di una virgola! anch’io. ;-)

  7. Posted 28 Sep ’04 at 00:47 | Permalink

    Superbike? Bello! ;)

  8. vaipianodeficiente
    Posted 28 Sep ’04 at 09:49 | Permalink

    Touché…

  9. roggie
    Posted 28 Sep ’04 at 10:36 | Permalink

    Normalmente sono positivo e sono contento quando qualcuno vive qualcosa di bello ma, in questo caso,…invidiaaaa!!! anche perchè ci sono andato vicino, giassai.
    Ma, a pensarci bene, hai il dono dell’ubiquità?
    Ciao, F.

  10. Posted 28 Sep ’04 at 10:42 | Permalink

    Ciao ragazza, bei ricordi. Sei avanti un bel po, ed è Laconi a dover essere orgoglioso ad averti come fan.

  11. vaipianodeficiente
    Posted 28 Sep ’04 at 17:33 | Permalink

    Pensa che fra qualche giorno devo iniziare una consulenza per un pilota che corre nella SBK…

  12. julescyb
    Posted 28 Sep ’04 at 18:30 | Permalink

    Hai bisogno di una mano per sganciare il reggiseno? ;)

    [coscienza] cattivo j.c.! cattivo e pervertito!

  13. Posted 28 Sep ’04 at 18:06 | Permalink

    Se si tratta di un investimento… mi offro io come team manager svestita ;) Sono un investimento eccezionale (ma solo se è un pilota Ducati, magari francese…)Hihihihi. Bax MJ

  14. wolverine
    Posted 29 Sep ’04 at 10:32 | Permalink

    E’ la stessa cosa che mi accade con te ma…io non dispero. Un bacio grande. :-)

  15. Posted 29 Sep ’04 at 10:51 | Permalink

    stupendo. brividi che ti accendono. in un rombo di motri che senti dentro.

    bellissimo post. mi riporta indietro. a qualche anno fa. non erano moto, box ducati. e rombi di motore. ma musica. ma alla fine cosa cambia?

    ti abbraccio

  16. Posted 4 Oct ’04 at 16:40 | Permalink

    ducati ducati ducati… ma ci su puo’ curare? mumble… mumble… mumble…

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