Panino No Global Lancio un invito a mia sorella via sms:
“Idea!andiamo al mcdonald ke hanno appena aperto?bax”
Poco dopo arriva la sua risposta.
“Fatta!ti aspetto da me e poi ci andiamo insieme bax”
Ci accoglie un grande cartellone su cui campeggia un mega hamburger invitante ed il claim “C’è più gusto fuori città”. Il nuovo ristorante della M gialla è affacciato su una circonvallazione, lontano dal centro storico, al semaforo di una statale. Apre proprio stasera. Troviamo il servizio drive thru chiuso, ma il parcheggio è zeppo di auto. Ci sono persino una Cayenne da borghese arrichito e qualche Mercedes da magnaccia. Bah, saranno le auto dei gestori del fast food. Scendiamo e ci avviciniamo all’entrata dove due hostess ci sorridono con poca convinzione squadrandoci come fossimo aliene.
“Buonasera, possiamo vedere i vostri inviti?”
Sorrido inclinando la testa e serrando gli occhi
“No, non li abbiamo…”
Mi rivolgo ad E., allibita più di me, la pensiamo allo stesso modo, giriamo i tacchi e ce ne andiamo. In auto ci facciamo amare risate:
“Ma ti pensi? Inaugurazione su invito al Mac Donald!”
L’odore di fritto del fast food cerca di allungare i suoi tentacoli e trattenere la nostra auto ferma al semaforo. Ma oramai siamo decise ad allontanarci dall’ipocrisia del vernissage di Ronald Mc Donald. Più avanti, oltre le auto che ci precedono in sosta al rosso vediamo, dall’altra parte della statale, un gruppetto di persone.
Sembrano fare un pic nic nel parcheggio di alcuni uffici. Una lunga tavolata con la tovaglia a quadrettoni bianchi e rossi, bottiglie con il tappo a scatto, filoni di pane, taglieri, palloncini colorati. Attorno all’allegra tavolata c’è un nugolo di bambini, qualche anziano che cerca di tenerli a freno, signore di tutte le età indaffarate con gli affettati ed i formaggi. Sembra una piccolissima sagra in miniatura in un posto un po’ strampalato. Un angolo folkloristico, quasi bucolico immerso nel traffico cittadino.
Intravediamo due uomini che, ad un certo punto, srotolano un lenzuolo sul quale è scritto con pennellate azzurre: “PAN VIN E SOPPRESSA”. Guardo E. che mi sorride:
“E’ una manifestazione pacifica di protesta! Il fast food no global”
“Abbiamo sbagliato inaugurazione! Dovevamo venire qui!”
Ridiamo. Improvvisamente abbiamo una gran voglia di un panino. Come quelli che ci preparava nostra madre.
9 Comments
Yankee go home!
Ciao, F.
P.s.: più saputo nulla sulle restrizioni della RSV?
ma povera pampina…. a casa senza il giochino dell’happy meal….
io, prima di andarmene… ci avrei pisciato sul muro fresco di vernice rossa. “voglio pisciare sulle scarpe alla noia!!!” e poi via con vin rosso, pan e sopressa…
ho blobbato e replicato il tuo blog sul mio. oggi non è aria. chris. spero tu capisca. tu continua così.alla grande. fra poco ti raggiungo.
Chris
W il lampredotto
come anche le sarde portoghesi cotte alla brace
la pizza fritta
il kebab
e tutti gli altri cibi di strada;-)
ormai scomparsi (sic)
Tipo un “porchettaro”.. politicizzato??
sushi sushi…
Sì saltino… solo che era proprio una libera iniziativa di alcune famiglie e pensa che chiedevano un’offerta per i panini da devolvere poi ad un centro di accoglienza per disabili
Bax MJ
ecco: mcdonands è di destra, il pani con la frittata di sinistra…