Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
(Primo Levi, ‘Se questo è un uomo’, Einaudi, Torino 1979)
Levi, deportato ad Auschwitz nel 1944, venne liberato il 27 Gennaio 1945
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4 Comments
già…
certo… andrebbe insegnato questo nelle scuole…invece vedremo il ns governo cosà farà in nome della memoria…:SSS
Peggio! Dicono cazzate…se almeno tacessero…
……….
(
se proprio sei in vena di farti del male…(come me da un po’ di tempo a questa parte…) c’e’ un altro documento molto bello e straziante….e’ la lettera di un ragazzo di San Saba alla sua ragazza….
Lucignolo